Gallico *iuos "Taxus baccata"


«Il tasso (ivin in bretone) è l'albero dell'immortalità perché sempreverde e di una longevità straordinaria. I cimiteri bretoni senza tassi non sono veri cimiteri. Ha anche la fama di essere il più antico degli alberi. La mazza del dio druido Daghda era di tasso così come la sua ruota. Si scrivevano incantesimi in ogham su legno di tasso. Quest'albero ha anche un simbolismo militare: si facevano scudi e aste di lancia con il suo legno.»

Tratto da: Divi Kervella, Emblèmes et symboles des Bretons et des Celtes, Coop Breizh, Spézet 1998, p. 17.



Il “tasso sanguinante” di Nevern 

<br><br>Il “tasso sanguinante” di Nevern <br><br>


Il “tasso sanguinante” (stillante linfa rossa) del cimitero della chiesa di Saint Brynach a Nevern, Pembrokeshire (Galles).







venerdì 5 novembre 2010

Toponimi di Toscana, Umbria, Marche di possibile origine celtica



Esino
io.
Marche
Αἶσις (Aîsis), poleon. Αἴσιον (Aísion) (Strabone, V, 2, 10), Aesis (Tito Livio, Mela, Plinio; sia idron. che poleon. = attuale Jesi).
•• Esino riflette una forma Aesīnus ‘relativo ad Aesis’. G. Devoto riconduceva Aesis a un preie. *aiso- / *ais- ‘acqua, fonte’ o simile, G. Alessio a un preie. *is-. Al contrario, H. Krahe pensava a una base *ais- / *is- “paleoeuropea” (indeuropeo preceltico); vd. Isarco.
X. Delamarre ipotizza per Aesis una formazione «*AisuīAisis ‘fiume di Esus’», confrontabile con la sequenza *Dubuī ‘la nera’ → *DubīDubis (attuale Doubs, Francia e Svizzera).
Si tratta forse di nome attribuito al fiume dai Senoni.
C. Marcato (1990); X. Delamarre (2012): 41, 142.

Òsimo
po.
AN
Localmente òʃemu, òʃimu.
Auximum, Auxumum, Ausumum (iscrizioni), etn. Auximas, Auximatis (Auximates, in Plinio, N. H., III, 63); Auximi civitate (1147), Auximum (1290-1292).
• Dall’antico Auximum, che potrebbe essere corradicale del greco αὔξιμον (aúximon) ‘fertile’, αὔξω (aúxō) ‘cresco’.
Si ipotizza anche un’origine celt. di Osimo, da Axuma ‘città elevata’ (A. Peretti); o da Auximum, confrontabile con *Ouxama, attuale Axams (Tirolo, Austria): Ouxumenes (955-975), Auxun (1200 c.a), Auxumes (1228), Ouxams (1288). Ouxama è un superlativo *ouk(i)sm̥mā ‘il luogo il più in alto o molto in alto’, da *ouxu- < *[h1]oupsu-; cfr. l’a. irl. ós, úas ‘al disopra, in alto’ (P. Anreiter, U. Roider).
C. Marcato (1990); M. Landolfi (1987): 448; P. Anreiter, U. Roider (2007): 116-7.

Sena
io.
AN
Nome latino dell’attuale fiume Misa, alla cui foce si trova Senigàllia.
Senaque (Lucano, II, 407), Flumen etiam Sena a quo et oppidum dicitur (Schol. ad Lucanum, II, 407).
• L’idron. Sena viene generalmente ricondotto al gall. *seno- ‘vecchio’, da cui il significato di ‘fiume vecchio’. Da Sena deriva forse il poleon. Sena Gallica, attuale Senigàllia.
A tale proposito, C. Marcato osserva: «si confronta col toponimo il nome del fiume Sena (la relazione è di interdipendenza, ma non è sicuro il tipo di rapporto)».
Si può prendere in considerazione anche il radicale celt. *sen(H)- ‘vincere’, che forse è alla base dell’etn. Senones.
C. Marcato (1990), s. v. Senigàllia; G. B. Pellegrini (1987): 106; G. B. Pellegrini (1990b): 116; A. Falileyev (2007), s. v. Sena fl.; J. Lacroix (2003): 196.

Senigàllia
po.
AN
Σήνα (Sḗna) (Polibio, II, 14, 11 ecc.; Strabone, V, 2, 10), Senagallia (Plinio, N. H., III, 113), Σήνα Γάλλικα (Sḗna Gállika) (Tolomeo, III, 1, 19), Senogallia (Itinerarium Antonini, 100, 6; 316, 3), Sena Galli (Tabula Peutingeriana, V, 3); Senogalia, Sinogallia, Sinogalia, Sygnogalia, Sygnogaglia, Sena Gallica (attestazioni medievali).
Senigallia continua il poleon. lat. Sena Gallica, costituito da una forma gall. Sena ‘la vecchia’ (dal pan-celtico *seno- ‘antico, vecchio’; cfr. l’a. irl. sen, il cimr., corn., br. hen < *senos) e un aggettivo lat. Gallica, attribuito alla Sena adriatica per distinguerla da quella etrusca: Sena, Saena Etruriae, l’attuale ‘Siena’.
Sena era anche il nome del fiume (attuale Misa) alla cui foce era sorto il centro abitato antico, che dunque verosimilmente ha tratto il nome dall’idronimo stesso.
Secondo A. Falileyev però, è probabile che Sena sia etrusco. Dovrebbe quindi trattarsi dello stesso nome antico alla base della Siena toscana.
C. Marcato (1990); G. B. Pellegrini (1987): 106; G. B. Pellegrini (1990b): 116; A. Falileyev (2007), s. v. Sena Gallica; X. Delamarre (2008): 269-70.

Sentinum
po.
Sassoferrato, AN
Localizzata presso Sassoferrato o in Sentino (Camerino, MC). Nel suo agro si svolse nel 295 a.C. la battaglia fra Romani e Sanniti (e loro alleati).
in agrum Sentinatem (Tito Livio, X, 27), Σεντῖνον (Sentînon) (Strabone, V, 2, 10).
•• Da X. Delamarre e A. Falileyev vien ricondotto al tema gall. *sent(u)- ‘cammino’, e precisamente, per Delamarre, si tratterebbe di un «toponimo personale» *Sentinon ‘proprietà di *Sentinos’ (una fondazione attribuibile a un Senone dell’Ager Gallicus). Cfr. gli antroponimi d’origine celt. Sentinus, Sentius, Sentilla (e l’a. irl. sét, il cimr. hynt ‘cammino, viaggio’).
Sentino è il nome del torrente che scorre tra Sassoferrato e l’antica Sentinum.
C. Marcato (1990), s. v. Sassoferrato; A. Falileyev (2007); X. Delamarre (2007); X. Delamarre (2008): 270; X. Delamarre (2012): 236.

Vendaso
po.
Fivizzano, MS
•• Forse da un abl. pl. *Vindacis (G. D. Serra).
Può darsi rifletta un “prototipo” *Uindācion o *Uindāciā ‘proprietà di *Vindācios’; il NP Vindacius è attestato. Vd. Vendasio, Tricesimo (UD).
M. G. Tibiletti Bruno (1978): 206; X. Delamarre (2012): 269.

Versìlia
co.
LU
Versilia (769, 804).
• Non deriva da un NP a. *Versilius, *Versilia (ricostruito sulla base di Versinius), come si pensava un tempo, bensì dall’idron. a. Vesidia, cui dovrebbe corrispondere il fiume di Seravezza, LU (cfr. l’idron. Versìlia). Si può ipotizzare un’evoluzione Vesidia > Vessidia > Versilia, attraverso i mutamenti -ss- > -rs- e -idia > -ilia (S. Pieri) oppure «con sovrapposizione di versare» (P. S. Pasquali).
Vesidia richiama il NP di origine celt. Vesidius, forse da uesi- > ues-, confrontabile con uesi-, ues- ‘buono, degno, valido’. Versinius può forse essere analizzato come *Uer-sen-io-: cfr. Versenus, formato sul tema celt. seno- ‘antico, vecchio’ [o un radicale celt. *sen(H)- ‘vincere’]. Potrebbe trattarsi di basi e nomi appartenenti anche all’a. ligure.
C. Marcato (1990); X. Delamarre (2007); X. Delamarre (2008): 317, 269-70; J. Lacroix (2003): 196.

Versìlia
io.
LU, MS
fl. Vesidia (Tabula Peutingeriana, IV, 2).
• → co. Versìlia.
C. Marcato (1990).

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